CHI CI DEPURERÀ DA PONZIO PILATO?

Nel mese di aprile 2018, a seguito del sequestro degli scarichi della rete fognaria da parte della Procura, l’Amministrazione del Comune di Benevento ha emesso un’ordinanza che, recependo quanto contenuto negli atti, fa divieto di “aggravare il livello di inquinamento nei fiumi” e pertanto sancisce l’impossibilità di avviare nuove attività e contestualmente anche di proseguire con le attività in essere.
Chi si aspettava proteste, contestazioni e iniziative varie, resta deluso: l’ordinanza, nota solo agli addetti ai lavori, viene quasi ignorata e nessuno ci fa caso. Si va avanti ognuno per la sua strada, in balia degli uffici che iniziano il solito gioco dell’oca richiedendo le più svariate forme di certificazione. Discussioni su minidepuratori (inesistenti o impossibili), clorificatori, analisi di acque di scarico… qualunque cosa per poter superare l’impasse che, in ogni caso, non viene chiarita alla cittadinanza. Ognuno tenta di aggirare l’ostacolo a suo modo assistito da consiglieri comunali, tecnici, professionisti ed esperti del settore.
Finalmente, superate le finte problematiche, il Comune si sveglia e da settembre inizia a dire le cose come stanno, mettendo nero su bianco che senza un autonomo impianto di depurazione le attività non possono essere autorizzate.
Il Sindaco, a riguardo, ha una linea politica chiara, trasparente e più volte ribadita: “non è colpa mia e non posso far nulla”! Citando addirittura i Sanniti, i Romani e Il principe Talleyrand, si dice sbalordito dal fatto che, dopo cotanti precedenti, solo a lui sia stato contestato l’inquinamento dei fiumi. Che, del resto, è la risposta del sindaco alla maggior parte dei problemi locali.
Eppure la politica pilatesca che nulla sa e nulla vuole sapere non era quella promessa in campagna elettorale. Soprattutto, non era quello che serviva ad una città già saccheggiata e ridotta allo stremo.

Il Meetup Grillisanniti ha sostenuto e appoggiato la lista del Movimento 5 Stelle alle comunali del 2016 e, da gruppo di “incompetenti” e “inesperti”, si è preoccupato di studiare e mettere a punto soluzioni in merito, soluzioni scritte e inserite poi nel programma.
A proposito dei fiumi, sapevamo perfettamente che andava affrontata con urgenza la questione depurazione. Non i Romani e i Sanniti, ma l’amministrazione precedente del sindaco Pepe, era già stata interessata da procedimenti penali proprio per lo stesso motivo. Ed il famoso impianto attende ormai da 30 anni.
La nostra proposta è ancora lì, chiara e di puro buon senso: in una città fatta da colline e attraversata da corsi d’acqua (oltre ai fiumi ci sono i torrenti), riteniamo sbagliato raccogliere tutte le linee fognarie per portarle a chilometri di distanza, in zona alluvionale e di valore ambientale, e lì costruire un unico grande impianto. Al contrario, proponevamo e proponiamo di realizzare piccoli impianti in prossimità degli scarichi già esistenti. 
La soluzione da noi indicata (avallata da esperti ed associazioni che seguono la questione) era e sarebbe più economica, rapida e di facile realizzazione anche oggi. Già istallando un solo depuratore prefabbricato nei pressi di uno degli scarichi che oggi sversano liquami, con una spesa molto relativa (meno di una serata di festa cittadina), sarebbe stato possibile abbattere il livello di inquinamento dei nostri fiumi e sbloccare la situazione. 
In ogni sede, tramite i nostri portavoce, abbiamo promosso e sostenuto le nostre idee cercando anche di mediare e di trovare posizioni condivise con associazioni, Amministrazione e cittadini. Ovviamente l’unico sordo è stato il Comune che continua nella linea di delegare tutto alla Gesesa, all’Autorità di Bacino e al Commissario di Governo, col risultato di avere ottenuto dopo due anni (notate bene) uno “Studio preliminare propedeutico alla redazione del progetto di fattibilità del sistema depurativo”. Ma nessuno può dir nulla perché Ponzio Pilato Mastella ha sentenziato: “ho recuperato i soldi e ho passato la palla, di più non posso”! 

Quando la politica è richiamata nei fatti alla responsabilità di scelte anche radicali i Ponzio Pilato sono inutili. Quantomeno insufficienti. Visto che inquinare non si può, cosa facciamo? Chiudiamo l’intera città, tribunale e uffici comunali compresi, o affrontiamo seriamente il problema provvedendo con urgenza a realizzare impianti anche provvisori nei pressi degli scarichi sequestrati (fosse pure uno solo, meglio di nulla)?. La città non può più attendere e non può più essere presa in giro con un vergognoso scaricabarile che ricade solo e sempre sul più debole!

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